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29/dic/2009

2010, l'anno del sorpasso

"NEW YORK - Kindle è il regalo del Natale 2009 e Amazon, l'azienda che lo produce, sale in Borsa, anche grazie alla complicità del boom di vendite di libri digitali: il giorno di Natale, per la prima volta nella storia di Amazon, le vendite di e-book hanno superato, presso i clienti Amazon, quelle di libri cartacei. Le affermazioni della società mettono le ali al titolo che, dopo essere arrivato a guadagnare oltre il 2%, chiude in progresso dello 0,61% a 139,31 dollari.
In base alle indicazioni diffuse da Amazon, il lettore digitale Kindle è risultato essere - durante il week end - il regalo più acquistato nella storia delle società. Senza fornire dati precisi sull'andamento di Kindle (che include ora 390.000 libri) in relazione ai lettori concorrenti, Amazon ha precisato che il 14 dicembre è stato toccato il picco della stagione natalizia in termini di shopping con oltre 9,5 milioni di prodotti ordinati a livello globale, con un aumento del 51%"

FONTE: ANSA

Sono diventato un fan degli e-book reader, in particolar modo del Kindle, da quando lo vidi in uno spettacolo di Beppe Grillo anni fa.



Nonostante sia anche un fan del buon vecchio libro stampato su carta, che trovo dotato di un fascino che il tempo non cancellerà mai, non vedo l'ora della diffusione di massa du questi e-book reader. Le applicazioni le spiega perfettamente Beppe nello spezzone allegato.

02/dic/2009

La scalata verso l'uomo bionico

"ROMA - Funziona perfettamente la mano bionica a cinque dita indipendenti, impiantata in un uomo italo-brasiliano di 26 anni che dopo un incidente stradale aveva subìto un'amputazione fino a metà avambraccio. Realizzata dalla Scuola Sant'Anna di Pisa nell'ambito del progetto 'LifeHand', la mano biomeccanica controllata direttamente dal cervello, sarà presentata domani a Roma. Il risultato sarà pubblicato su una rivista scientifica internazionale.

L'intervento, eseguito il 20 novembre 2008 nel Campus Biomedico di Roma, è stato condotto da tre chirurghi, due anestesisti, tre neurologi e quattro bioingegneri. Dopo mesi e mesi di addestramento, gli elettrodi sono stati inseriti all'interno delle fibre nervose. Non ci sono state complicazioni e il paziente, che si era offerto volontario, è stato dimesso due giorni dopo l'intervento. Per arrivare dalla progettazione all'impianto sono stati necessari sei anni. I ricercatori prevedono di ripetere l'esperimento con altri pazienti per confermare l'efficacia del sistema. Il progetto è finanziato con fondi europei per circa due milioni in cinque anni.

La mano è direttamente controllata dal sistema nervoso del paziente grazie a quattro elettrodi realizzati dall'azienda tedesca Ibmt e impiantati nei nervi mediano (all'altezza del polso) e ulnare (avambraccio). In questo modo l'uomo non soltanto controlla il movimento, ma riceve stimoli sensoriali. I quattro elettrodi sono minuscoli filamenti flessibili e biocompatibili spessi 10 milionesimi di millimetro (nanometri) e lunghi 180 nanometri. Ognuno ha otto canali che permettono il passaggio dei segnali fra cervello e mano. Di conseguenza il dialogo cervello-mano avviene grazie a 32 canali.

La mano bionica pesa circa due chili, ha dita di alluminio, i meccanismi che permettono i movimenti sono in acciaio, mentre il palmo e la copertura sono in fibra di carbonio. Le dimensioni sono le stesse della mano umana. Oggi il paziente controlla i movimenti della mano con tre tipi diversi di presa. E' riuscito a chiudere il pugno, a serrare le dita come una pinza e a muovere il mignolo."

FONTE: Repubblica.it

Questo articolo fa paro con quello riportato nei giorni scorsi sull'occhio bionico. Ormai siamo vicini alla possibilità di ricostruire per intero un essere umano che ha perso l'uso di uno o più arti o organi. Cuore, reni e pancreas sono esempi di organi artificiali già realizzati.
Per gli arti, l'ingegneria moderna è in grado di realizzare braccia bioniche a partire dalla spalla, articolazioni o ossa sostitutive e gambe in grado di restituire mobilità a chi le ha perdute (uno su tutti: Oscar Pistorius)


27/nov/2009

Chi ha peccato, perché egli nascesse cieco? (Reprise)

"ROMA (27 novembre) – Riesce a vedere dopo 30 anni di buio. Peter Lane, un 51enne di Manchester, è una delle prime persone al mondo ad avere ricevuto un impianto bionico per recuperare la vista. Sul britannico Daily Mail sono riportate le prime foto che lo vedono indossare grandi lenti scure montate su un paio di occhiali hi-tech, simili a quelli da sole ma collegati, via auricolare, a un'apparecchiatura che l'uomo stringe in una mano. È lì, in quegli occhiali, che si nasconde parte della tecnologia che è tornata a restituirgli parzialmente la vista, rubata da una malattia genetica degenerativa, la retinite pigmentosa.

“Papà, gatto, tappeto” sono le prime parole che l'uomo è riuscito a leggere. «Tornare a vedere lettere e leggere parole - racconta oggi Peter sul quotidiano Gb - è stata una sensazione incredibile». Per ora la tecnologia che ha regalato una nuova vita al signor Lane, realizzata dalla società americana Second Sight, non restituisce una visione perfetta, ma può ripristinarne una di base consentendo di distinguere sagome e mettere a fuoco gli oggetti di grandi dimensioni, come porte o finestre. Nonchè automobili, in realtà «simili a batuffoli di cotone», finalmente avvistate dal signor Lane.

La tecnologia made in Usa si basa su una sottile placca che viene impiantata nel retro dell'occhio, e i cui elettrodi, attraverso il nervo ottico, sono collegati al cervello. La piccola videocamera montata sul paio di occhiali irradia dunque le immagini agli elettrodi, che la trasferiscono al cervello per la decodifica. Occorrono mesi prima che i pazienti riescano a distinguere le sagome, perché devono familiarizzare con l'impianto. A il signor Lane sono stati necessari due mesi di convalescenza, seguiti a un intervento di quattro ore. "




La fantascienza, così come l'avevo immaginata qualche post fa, non è mai stata così vicina. Se la cosa ha successo e raggiunge costi umani, tra qualche anno si potrà davvero rendere (o donare) la vista ai ciechi.