20060413

Leave me alone!

I blindati avevano chiuso tutte le possibili vie d'accesso, e di fuga, dell'incrocio.
Mentre i passanti affollavano le transenne, i poliziotti cercavano di dissuadere cameraman e fotografi, coprendo la visuale ai curiosi.

Coraggio, circolare. Non c'è niente da vedere.

Gli inquisitori scendevano lenti dai mezzi corazzati, aggiustandosi gli spallacci e stringendosi al collo i caschi. Neri. Silenziosi.
Tutto quello che la gente riusciva a sentire era il frusciare dei loro mantelli e lo sbattere delle portiere rinforzate, che si confondevano nella pioggia battente e nel rombare dei tuoni in lontananza.

Facendo un cerchio che non lasciasse scampo, si stringevano attorno a quello che ormai nessuno riusciva più a vedere.

Accovacciato, immobile, nel centro esatto dell'incrocio, stava un ragazzino.
I vestiti consunti e fradici, il cappuccio calato sul viso e le mani nascoste dalle maniche troppo lunghe.

Soggetto sotto controllo visivo, procediamo con l'arresto.

I fucili a stordimento cominciarono a farsi vedere, mostrando i loro led luminosi tra le pieghe dei mantelli, ticchettando sugli stivali, stretti nei guanti della 13a compagnia.

Non ti sarà fatto alcun male.

L'aria si fece improvvisamente pesante. Le corazze e le carrozzerie dei mezzi cominciarono a cigolare in maniera sinistra. Come lo scafo di un sottomarino ad una profondità eccessiva. La pioggia stessa sembrò rallentare la sua caduta. Qualche finestrino iniziò a creparsi, le lancette dell'orologio alla fermata caddero come due braccia esauste. I neon ronzavano, le lampadine crepitavano.

Restate in posizione, mantenetevi a distanza di sicurezza.

L’esplosione venne udita da un capo all’altro della città.
Quando gli inquisitori riuscirono a rialzarsi, capirono che oramai per loro non c’era più nulla da fare. Tutti i vetri nel raggio di un isolato erano andati in frantumi, ricoprendo di una polvere finissima l’asfalto caldo e crepato. I blindati capovolti, le gomme fuse sui cerchioni, i cingoli spezzati. In lontananza sirene, allarmi e antifurti che riempivano l’aria del loro stridore acuto.
L’intera zona era senza corrente, persino la pioggia era cessata. Come se quel angolo di mondo si fosse spento.
E del ragazzino nessuna traccia.

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