20060613

An old game called war

L'ogre scalpitava sbattendo a terra la mazza chiodata, sbavando e ringhiando in ogni direzione.
Inutilmente i piccoli goblin cercavano di tenerlo fermo avvolgendolo con corde e lacci. Ad ogni movimento del bestione, le funi saltavano trascinando goblin in ogni direzione. Uno di loro venne stordito da una gomitata mentre un paio vennero fiondati a qualche decina di metri.

- Sangue! Sangue! - urlava con voce roca

Gli orchi guardavano la scena ridacchiando e sbraitando, scambiandosi battute e pacche sulle spalle, mentre gli uomini-bestia, infastiditi, continuavano ad affilare silenziosamente le loro asce o ad appuntirsi le corna.

Nel trambusto, la figura di Gorefist si fece avanti e si fermò davanti al bestione irato. Immediatamente i goblin si diedero alla fuga, chi tornando a sellare i lupi chi a nascondersi dietro una tenda. Gli orchi si zittirono e voltarono lo sguardo altrove, alcuni verso gli uomini-bestia che ricambiavano con un ghigno beffardo.

- Smetti di fare tutto questo chiasso - sibilò una voce dall'oscurità del suo elmo.

L'ogre sedette spazientito, ad occhi bassi, attento a non incrociare lo sguardo del signore della guerra.

- Arrivano! - urlò il piccolo goblin appollaiato sulla torre di vedetta, puntando il dito verso est.

Dal crinale iniziarono a vedersi i primi vessilli garrire al vento, e, subito dopo, fece la comparsa una doppia fila di uomini armati.

- Restate in posizione e fate serrare gli scudi alle truppe. I loro arceri stanno già incoccando e non tarderanno a darci il loro benvenuto - sibilò Gorefist a i suoi comandanti.

Gli orchi si misero in fila per due, piantando nel terriccio i loro scudi ornati di teschi e lune. I goblin si misero ben al riparo di essi, ingoiando funghetti o bevendo sorsi di grog dalle minuscole borracce. Per darsi coraggio. Nel giro di qualche minuto ne avrebbero avuto un gran bisogno.

Un ruggito si elevò rabbioso dal centro dell'accampamento, facendo voltare quasi tutto l'esercito. Liberatosi dalle catene che lo inchiodavano a terra, l'ogre afferrò la mazza chiodata e si lanciò in una corsa sfrenata su per il pendio.

- Stupido bestione - sibilò Gorefist

Un sibilo crescente si alzò dalle colline fino a coprire persino il soffio del vento.
Di colpo una fitta pioggia di frecce si abbattè sulla valle e sull'accampamento.
L'Ogre potè fare solo qualche altro passo prima di cadere al suolo ansimando e sanguinando, trafitto da due dozzine di frecce imperiali.

- Preparate le catapulte - urlò il signore della guerra - se loro non vogliono scendere, li tireremo giù noi.


ispirato da "Battle Master" un gioco Milton Bradley

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