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Visualizzazione dei post da Settembre, 2008

E tutto questo per uno stupido datastick

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 5]

Giunti alla centrale lo portarono nello stanzino degli interrogatori. Gli sciolsero i polsi, gli versarono un bicchiere d'acqua e gli porsero ciambelle e sigarette. Nolan guardò lo specchio sulla parete alla sua destra e gli venne quasi da sorridere pensando a quanti polizieschi aveva visto in tv che avevano svelato il trucco dello specchio. Allungò una mano per prendere una ciambella. D'un tratto si rese conto d'esser lui quello osservato da altri e del motivo per cui si trovava lì. Lo stomaco gli si chiuse e cominciarono a tremargli le mani. Afferrò il pacchetto, sfilò una sigaretta e se la cacciò in bocca. Fece cadere l'accendino un paio di volte prima che l'agente presente, impietositosi, gli porgesse la fiamma accesa e ferma.

Il tenente Wilson entrò dopo pochi minuti appoggiando sul tavolo una cartelletta LCD. La prima schermata mostrava due segnaletiche dello stesso Nolan risalenti a qualche anno prima, quando si faceva chi…

Stai cercando questo, vero?

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 4]

Si presentò come James Nolan, scrittore di gialli famoso in tutto il Canada. Aveva con se un piccolo computer portatile e si affrettò ad aprirlo per mostrare articoli e foto al sempre più scettico Herbert. Da quando News.site.com aveva riportato la notizia che il Motel era stato teatro di un delitto inspiegabile si era scatenata una sorta di frenesia collettiva. Erano stati aperti topic su decine di forum, venivano intervistati criminologi e giallisti, la stanza era stata ricostruita in tre dimensioni e veniva utilizzata sia come oggetto di analisi sia come livello per uno sparatutto multiplayer. Herbert osservava i siti e le ricostruzioni che Nolan snocciolava a raffica: non poteva credere che quella specie di bettola che si era trovato a gestire fosse diventata d'improvviso così famosa.
L'eccitazione dello scrittore andava crescendo ogni minuto che passava in quello che era diventato il suo luogo di culto, come un ragazzino in un parco div…

Immagino non ci siano testimoni

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 3]

L'ambulanza del medico legale atterrò delicatamente sulla balconata del Motel. Due volanti stavano illuminando alternativamente di rosso e azzurro la hall e i primi piani dello stabile.
Alle finestre dei grattacieli accanto cominciavano a comparirei primi curiosi. Stordito e confuso, il figlio facchino sedeva su una poltrona dell'ingresso, con addosso una coperta di lana marrone e in mano una tazza di caffè. Era ancora abbastanza fatto e stava cercando di capire se tutti quei colori che vedeva attorno a se erano reali o causati dal cok3.

Dentro la trentatré, intanto, c'era solo il fotografo. Posò delicatamente il cavalletto con la sfera fotografica in centro alla stanza, uscì e la fece scattare. Poi ripeté l'operazione per ogni angolazione e per il bagno. Infine la fece scattare dentro l'armadio a muro. Senza quell'aggeggio sarebbe stato impossibile avere una foto tridimensionale di ogni centimetro della stanza in soli cinque …

Raccontami di te

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 2]

Nuda e con un calice di spumante, sotto il lenzuolo probabilmente rubato da una catena di grandi hotel a cinque stelle. Jane guardava le bollicine salire rapide in superficie. Sedeva poggiando i gomiti sulle ginocchia, la testa appoggiata al braccio sinistro.
Sdraiatole accanto, mister Smith le passava delicatamente la mano sulla schiena, carezzando con i polpastrelli le piccole vertebre arcuate. Come un pianista sente il brivido nel passar le dita sulla superficie in plastavorio dei tasti dello strumento che ama così spiritualmente, così lui sentiva liscia la pelle delicata della donna che aveva amato così fisicamente.

- Raccontami di te – disse il signor Smith

Lei voltò lentamente la testa verso di lui con un aria interrogativa. Solitamente spettava a lei questa battuta, quando voleva evitare che l'assoluta mancanza di dialogo rendesse il suo lavoro una mera transazione economica. Sentirsi chiedere per la prima volta qualcosa del genere non pote…

Comunque io mi chiamo Jane

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 1]

L'ascensore era al piano e nell'ordine entrarono: prima il signor Smith cercando di passare bicchieri e bottiglia in una sola mano per poter premere il tasto giusto, poi la sua accompagnatrice fosforescente, seguiti dal silenzio che in ogni epoca sottolinea la scarsa confidenza tra due occupanti dello stesso ascensore.

Per due o tre volte, il signor Smith inspirò rapidamente e profondamente, come se cercasse di prender fiato e iniziare una conversazione per levarsi dall'imbarazzo, ma l'ascensore arrivò al piano prima che egli potè mettere insieme una frase di senso compiuto.
Si girò a destra e a sinistra, cercando di individuare il senso in cui procedevano i numeri delle stanze. Trovata la strada si diresse verso la sua camera, facendo cenno alla donna in rosa di seguirlo. Il corridoio era largo, caldo e umido; un vago odore di olio lubrificante saturava l'aria densa e immobile, mentre un drone da moquette in cortocircuito sbattev…

Champagne in camera, subito!

La mezzanotte del capodanno ventimilacento, Herbert Mudson sapeva che il suo 'Motel 20099' stava diventando vecchio. Era una concessione edilizia per un totale di cinque piani, dal sesto al decimo, in un grattacielo periferico che ne contava almeno cento. I piani erano stati suddivisi in circa quaranta camere, riassettate dieci alla volta. I droidi per la pulizia dei pavimenti erano quasi sempre guasti, gli ionizzatori d'aria funzionavano a stanze alterne e i cessi si intasavano ogni due o tre settimane. Era stato costretto a servirsi di un androide ultracentenario per le normali faccende: un bidone su rotelle ammaccato e cigolante che lui chiamava solo con improperi e maledizioni, specie quando trovava le sue piccole pisciatine d'olio stantio sulla moquette o sulla tappezzeria. Sempre che questo non fosse in riparazione, cosa che per altro accadeva spesso. Consumava troppo e si faceva una gran fatica a trovare i ricambi, ma era sempre meno costoso che comprarsi un dro…

La fine del mondo è prevista per dopodomani (epilogo)

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Con un discreto ritardo, ma...

La fine del mondo è prevista per dopodomani

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"Tam tam di paura per l'accensione del mega accelleratore di particelle al Cern di Ginevra, prevista mercoledì 10 settembre. Gli scienziati vogliono creare dei "buchi neri" per studiare l'origine dell'universo mentre i più scettici temono che l'esperimento possa risucchiare la Terra in un vortice dalla potenza sconosciuta. Due americani si sono rivolti alla Corte europea chiedendo di bloccare l'esperimento, ma il loro ricorso è stato respinto.
L'esperimento, che farà scontrare due fasci di particelle in un tunnel lungo 27 km sotto la città svizzera, scatenerà una temperatura di 1000 miliardi volte superiore a quella del cuore del Sole. Gli obiettivi degli studiosi del Cern sono tanti: trovare il bosone di Higgs, soprannominato la "particella di Dio" perché spiega come mai la materia abbia masse diverse, decifrare la natura della materia oscura dell’universo, individuare nuove particelle o incontrare addirittura dimensioni sconosciute.
Ma …