20080930

E tutto questo per uno stupido datastick

[ATTENZIONE: prosegue dal capitolo 5]

Giunti alla centrale lo portarono nello stanzino degli interrogatori. Gli sciolsero i polsi, gli versarono un bicchiere d'acqua e gli porsero ciambelle e sigarette. Nolan guardò lo specchio sulla parete alla sua destra e gli venne quasi da sorridere pensando a quanti polizieschi aveva visto in tv che avevano svelato il trucco dello specchio. Allungò una mano per prendere una ciambella. D'un tratto si rese conto d'esser lui quello osservato da altri e del motivo per cui si trovava lì. Lo stomaco gli si chiuse e cominciarono a tremargli le mani. Afferrò il pacchetto, sfilò una sigaretta e se la cacciò in bocca. Fece cadere l'accendino un paio di volte prima che l'agente presente, impietositosi, gli porgesse la fiamma accesa e ferma.

Il tenente Wilson entrò dopo pochi minuti appoggiando sul tavolo una cartelletta LCD. La prima schermata mostrava due segnaletiche dello stesso Nolan risalenti a qualche anno prima, quando si faceva chiamare N01an e si divertiva a piratare software commerciali o tentava di violare siti di scarsa rilevanza. Sfortunatamente per lui la polizia informatica l'aveva rintracciato in brevissimo tempo, processato e condannato a due anni di servizi sociali.
Questa volta però c'era in ballo qualcosa di ben peggiore che finire spinger le carrozzelle dei pensionati in una casa di riposo o a far giocare i bambini affetti da malattie terminali. Questa volta era omicidio e il tenente non mancò di ricordarglielo.

Il poliziotto dell'accendino gli si fece vicino, sedendosi accanto a lui. Sapeva che l'omicidio era una cosa troppo grossa per un hacker da quattro soldi come lui e non era il caso di comportarsi come il gangsta di uno di quei videogiochi che gli piacevano tanto. Collaborare, gli ripeteva, sarebbe stato molto apprezzato e lui personalmente avrebbe speso una buona parola con il giudice per fare in modo che avesse il minimo della pena e non finisse in un carcere di massima sicurezza come Nuova Alcatraz o peggio.

Nolan conosceva anche questo trucco, il gioco del poliziotto buono e di quello cattivo. Ma dopo un paio di lente boccate capì che non aveva altro da fare che cedere e farsi abbindolare. Prese un lungo respiro e cominciò il suo racconto.

Si era introdotto nel motel calandosi dai piani superiori, ma aveva rotto parte del cornicione rendendo impossibile sfruttare nuovamente quella via come fuga o come ritorno. Appena entrato aveva incrociato il robot per la manutenzione, gli aveva poggiato in testa il suo scrambler e questo era letteralmente impazzito. Con lo stesso scrambler aveva forzato la chiusura della stanza, aveva impugnato la pistola ed era entrato.
Non l'aveva nemmeno guardato in faccia: c'era accesa solo la luce del comodino, il resto della stanza era in ombra. Pensava fosse qualcuno, di cui non poteva fare il nome, venuto a riprendersi il datastick. E aveva sparato. Ma un grido proveniente dall'altra stanza lo aveva messo in allarme e per paura d'esser riconosciuto era scappato.
La stanza sarebbe stata inagibile per diversi giorni, poteva tranquillamente aspettare che le acqua si calmassero per rientrare e recuperare il suo datastick. Era nascosto bene, nessuno lo avrebbe notato. E lui avrebbe avuto tutto il tempo di crearsi un'identità fittizia per poter accedere al motel senza destare sospetto.

Quello che Nolan non aveva visto, però, era che l'uomo all'interno della stanza aveva avvolto una corda attorno allo ionizzatore, s'era infilato il cappio e stava in bilico sulla sedia per farla cadere. In quella posizione precaria probabilmente avrebbe anche potuto ripensarci, ma il colpo alla testa gli aveva fatto perdere i sensi sbilanciandolo definitivamente. La sedia era caduta e lui era rimasto appeso allo ionizzatore. Questo, indebolito dallo strattone, si era danneggiato e aperto su un lato rivelando il suo prezioso carico.

- E tutto questo per uno stupido datastick.. - rise Wilson

Il tenente si frugò nelle tasche del soprabito. Poi nelle tasche dei pantaloni, della giacca, della camicia e poi ripetè il giro da capo. Qualcosa mancava.

Freddo il sudore sulla fronte del tenete Wilson

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[capitolo 5]

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