20090611

Il cybercrimine rende piu' del traffico di stupefacenti


"(ANSA) - SYDNEY, 10 GIU - La criminalita' su internet, dalla pedopornografia al furto di identita', genera piu' profitti del traffico della droga. Non piu' terreno di solitari hacker, il 'cybercrimine' e' dominato da consorzi criminali attivi attraverso vari reati. Il furto di identita' e' un'area sempre piu' ambita per la criminalita' organizzata, e serve a facilitare altre aree del crimine: traffico di droga, frodi postali e finanziarie, traffico di armi, terrorismo."

E in Italia come ci stiamo muovento? Notizia di meno di un mese fa pubblicata da Wintricks


"Dopo quattro anni di problemi logistici e burocratici è in dirittura di arrivo il centro anti-cybercrimine italiano. L'idea era stata introdotta per la prima volta dal decreto legge 144/2005 con il famoso pacchetto antiterrorismo Pisanu.
Cnaipic, questo il nome scelto per l’organizzazione, sarà innaugurato entro l’estate, avrà sede a Roma vicino Cinecittà e sarà gestito dalla Polizia postale e delle Comunicazioni.
Lo scopo sarà quello di proteggere tutte le strutture critiche, cioè le reti e i servizi informatici che erogano servizi essenziali per la nazione. Ad esse verranno forniti servizi di intelligence attraverso il monitoraggio dei siti e l’analisi dei dati, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per aiutare le infrastrutture in caso di attacco.
Lo Cnaipic avrà il potere di monitorare e prevenire gli attacchi alle infrastrutture, senza dover aspettare una denuncia per agire. Esso infatti beneficerà degli strumenti investigativi previsti per le attività di contrasto al terrorismo, potrà utilizzare intercettazioni di comunicazioni, anche telematiche ed informatiche, con finalità preventive."



E' notizia di ieri invece l'approvazione alla camera del disegno di legge che darà un drastico taglio alle intercettazioni:

Art. 2 (Modifiche all'articolo 267 del codice di procedura penale)
1. All'articolo 267 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:«1. Il pubblico ministero richiede al giudice per le indagini preliminari l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 quando ritiene sussistenti gravi indizi di reato e l'intercettazione sia assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini. L'autorizzazione è data con decreto motivato.»;

In poche parole si è appena inaugurato un centro che possa intercettare gli attacchi alle "strutture critiche" che erogano servizi pubblici per prevenire danni e per contro passa una legge che impedisce l'utilizzo delle intercettazioni per scoprire i reati. Siamo ad un paradosso assurdo.

E non solo, lo stesso decreto attuerà una vera e propria censura sui siti di qualunque tipo (cito Mytech.it):


"Come segnalato dall’avvocato Guido Scorza, l’articolo 15 del disegno di legge prevede che: “Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.In sostanza si estende l’obbligo di rettifica (che già riguarda tutte le testate registrate in tribunale secondo la legge sulla stampa) a qualsiasi forma di pubblicazione online: sotto la categoria “siti informatici” ricadono tanto le webzine e pagine web non registrate quanto i blog, social-network, forum e via dicendo. Come sottolinea Scorza: “Chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare”."


Stiamo facendo passi da gigante e tutti all'indietro.

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