20090819

Marte, Nasa, Obama, P..., Q..., Robot

La NASA è al verde. Le costosissime missioni spaziali sono ormai diventate un peso davvero insostenibile per l'economia americana, specie con la crisi non ancora del tutto scollinata. "Non c'è alcuna probabilità che la Nasa riesca a imbarcarsi in una qualche missione nello spazio più profondo prima del 2028." ha dichiarato Norman Augustine, presidente della commissione nominata da Obama per una revisione generale dei conti dell'ente spaziale.
Del resto, il presidente Obama ha per la mente un problema sicuramente più urgente del ritorno sulla Luna, ovvero la creazione di una sanità pubblica. Tema non facile da digerire per le lobby americane ma piuttosto condiviso dall'opinione pubblica, sebbene attualmente distratta dagli short della First Lady.
Si pensa quindi ad un discorso opposto invece per la Nasa, ovvero una lenta ma progressiva privatizzazione dello spazio. Già da qualche anno, infatti, diversi sono stati i miliardari che si sono imbarcati come turisti nelle missioni spaziali: Dennis Tito salì sulla Mir, Charles Simonyi a bordo del Suyuz, Guy Laliberte sulla stazione spaziale internazionale.
Il patron della Virgin Richard Branson, invece, sembra già lanciato in una seconda corsa allo spazio per fini più che altro turistici. Egli afferma che già 200 persone si sono prenotate per un volo nel cosmo (tra cui il fisico inglese Stephen Hawking, l’ex attrice del telefilm Dallas Victoria Principal e il designer Philippe Starck).
Quella del Discovery quindi, salvo condizioni meteo avverse, sarà dunque l'ultima missione prima della rottamazione delle storiche navette Shuttle (prevista per il 2011). E' quindi da rimandarsi a data futura un programma che contempli l'arrivo su Marte anche di una semplice sonda. C'è da sperare che almeno uno dei due robottini presenti sulla superficie, , compiano un nuovo miracolo riattivandosi e inviando nuovo materiale per i 21.000 dipendenti Nasa attualmenti sul chi vive.

Rimanendo in tema robot, fa discutere invece in questi giorni la creazione di un presunto robot in grado di nutrirsi di carne umana. Trattasi come sempre di esagerazione mediatica: il robot si chiama EATR, nome che in inglese si pronuncia in modo molto simile alla parola 'eater', mangiatore, assonanza che ha sicuramente contribuito ad alimentare la polemica. Il veicolo da trasporto ha un motore a biomassa, ovvero che brucia sostanze organiche per funzionare, ma, come ha precisato prontamente Harry Shoell, amministratore della Cyclone Power Technologies e Robotic Technologies, nessuno si sognerebbe di violare l'articolo 15 della "convenzione di Ginevra'' che vieta la dissacrazione dei cadaveri dei caduti. Il robot sarebbe quindi vegetariano, ingrado di nutrirsi esclusivamente di materiale da compostaggio. E' pertanto improbabile che sia dotato di un cervello sufficientemente sofisticato da violare le leggi di Asimov sulla Robotica.

0 commenti: