20111117

Il Villaggio Scherbatsky


Sono sempre stato fortunato. Ho avuto una famiglia stupenda, un'infanzia felice e non mi è mai mancato nulla.
Sono sempre andato pazzo per le crocchette di pollo Chicken Boom, quindi era abbastanza probabile che fossi io a vincere il loro concorso. In palio c'era un soggiorno di prova presso il Villaggio Sherbatsky.

Il giorno della partenza era tutto programmato: barba, capelli, manicure e un bel vestito firmato gentilmente offerti dall'organizzazione. Viaggio in auto di lusso. Sono arrivato con il mio bagaglio a mano donato dallo sponsor davanti ad una schiera di giornalisti e telecamere.
Sorrisi, strette di mano e un piccolo tour pubblicitario della mia residenza per la settimana successiva.

Una procace mora, avvolta a fatica in una sexy tuta anti-atomica, passava la mano sulla morbida moquette ipoallergenica, accarezzava le lenzuola di seta provocantemente adagiata sul materasso ortopedico della branda, sfiorava i tasti del termostato con la cura che riserverebbe solo al suo clitoride.
Toglieva la tuta, la appendeva lascivamente sul porta-abiti e con un costume da bagno che le sembrava pennellato addosso apriva la porta del congelatore ovviamente pieno di crocchette di pollo Chicken Boom.
La dimostrazione sul funzionamento dell'angolo doccia-toilette avvenne a telecamere spende e con la porta del rifugio ben chiusa, mentre un addetto della Sherbatsky mi teneva in disparte dalla mandria di giornalisti e mi illustrava sommariamente il manuale d'uso del rifugio.

Il vero colpo di culo è stato che l'apocalisse si sia verificata proprio durante i giorni della mia presenza nel rifugio.

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